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Campillo (mental coach Luis Alberto) “Era bloccato, ora ha risolto. Vuole puntare in alto”



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Luis Alberto è rinato, non sembra quello della passata stagione. Ora dribbla, calcia in porta, fa assist, segna e leva le ragnatele dalle porte. Non tutti credevano in questa rinascita, invece lui e il suo mental coach hanno deciso che questa sarebbe stata la sua stagione e che conquisterà la Nazionale oltre a portare la Lazio in alto.

Queste le parole di Juan Carlos Campillo mental coach di Luis Alberto al corriere dello sport:

Campillo, lei fa miracoli?

“Uscire dal tunnel è un cammino duro. Il merito è del ragazzo, dello sforzo che ha fatto per arrivare dov’è ora. Il primo contatto risaliva ai tempi di Liverpool, ci siamo risentiti nel marzo scorso, abbiamo proseguito il lavoro sentendoci al telefono, tramite Skype e videochiamate. E’ andato prima agli allenamenti, ha riguardato le partite. Ha lavorato sulla concentrazione e sul rilassamento”.

Cos’aveva Luis Alberto? Perché si era perso?

“Era bloccato, aveva bisogno di liberare la mente. Non era soddisfatto, non giocava, era scontento. I problemi erano questi: non gli piacevano i rapporti all’interno dello spogliatoio, non si era adattato alla nuova realtà e al calcio italiano. Vedeva tutto nero”.

A tal punto da pensare di lasciare il calcio?

Era spaesato, era molto vicino al ritiro, non pensava di essere più in grado di fare il calciatore, pensava di non essere all’altezza. E’ un sintomo abbastanza comune, si percepisce quando vedi tutto nero, ti convinci di non saper fare ciò che sai fare. La difficoltà sta nel farti capire che puoi raggiungere il tuo obiettivo“.

Qual è stata la svolta?

“Quando ci siamo rivisti abbiamo prefissato due obiettivi. Il primo: diventare titolare nella Lazio e nel finale dello scorso campionato Luis Alberto ha giocato alcune volte da titolare. Mi ha chiamato il 4 luglio, pochi giorni prima del ritiro precampionato. Il secondo obiettivo l’avrebbe portato a diventare importante per la squadra e posso dire che lo stiamo raggiungendo”.

Chi è oggi Luis Alberto?

“E’ influente all’interno del gruppo, è decisivo, ha instaurato rapporti diversi con i compagni, è una personalità importante e ha raggiunto un rapporto di fiducia con l’allenatore”.

Qual è il prossimo obiettivo?

“Aiutare la Lazio ad arrivare al massimo delle sue potenzialità. Da un punto di vista personale, invece, è puntare alla conquista della nazionale”.

Luis Alberto diventerà ancora più forte o il processo di crescita è compiuto?

“Deve svolgere un lavoro sempre più attento, deve essere sempre più partecipe in allenamento. Lavora per conquistare la chiamata per i Mondiali di Russia”.

Qual è stato l’ostacolo più difficile da superare?

Fargli capire che aveva talento per fare ciò che sognava. Il primo passo è stato eliminare tutte le negatività che agitavano i suoi pensieri e di cui era attorniato. Gli elementi negativi distraggono dall’obiettivo. La concentrazione deve restare alta anche a casa. Doveva essere titolare, c’era da pensare solo a questo. Se sei giù non sei cosciente di ciò che puoi fare”.

Campillo, lei lavora con Lopetegui. Andrà in Russia con la Spagna, magari con Luis Alberto…

“E’ in atto una collaborazione con Lopetegui e seguo alcuni giocatori della Spagna, non mi faccia dire chi. Andare al Mondiale assieme a Luis Alberto sarebbe il top. E’ il nostro obiettivo”.

 

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