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FORMELLO – Tecnica individuale e sfide di tiro

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Penultimo allenamento settimanale per la compagine biancoceleste, che si è ritrovata questo pomeriggio alle ore 15 sotto il tiepido sole di Formello agli ordini di mister Pioli. Assenti i 12 giocatori impegnati con le rispettive Nazionali; assente Klose per il problema alla caviglia emerso dopo il derby di domenica scorsa (probabile un suo rientro in gruppo all’inizio della prossima settimana); assente anche Mauri: il brianzolo ha accusato fastidi alla schiena in chiusura dell’allenamento di ieri pomeriggio; le sue condizioni non destano preoccupazione nello staff medico biancoceleste.

La sessione pomeridiana si è basata siprattutto su esercizi di tecnica individuale: dopo il riscaldamento iniziale il gruppo è stato diviso in due squadre che hanno svolto una sfida sulla precisione al tiro (ogni giocatore doveva cercare di cogliere la traversa e segnare di testa sull’eventuale respinta del legno). Quindi allenamento con triangoli, cross e tiri in porta; tutto di prima. Successivamente prove tattiche di attacco contro difesa ed in chiusura partitella a campo ridotto finale. Per domani l’allenamento è previsto in mattinata, orario ancora da stabilire.

Under 21: Serbia vs Italia, Sergej vs Danilo

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Tra poco meno di un’ora allo stadio Karadjordje di Novi Sad, andrà in scena l’atteso match valido per le qualificazioni al prossimo Europeo Under 21 tra Serbia ed Italia. Le due compagini sono le due reali primatiste del girone, a punteggio pieno dopo 3 turni, al momento appaiate anche a Slovenia ed Irlanda, che però hanno rispettivamente due e un match in più. Questa partita ci fornirà l’occasione per osservare una sfida nella sfida tra due giovani biancocelesti: Sergej Milinkovic-Savic da una parte, Danilo Cataldi dall’altra. I due vengono da un inizio di stagione diametralmente opposto: Milinkovic è stata una piacevole novità di questo primo scorcio di campionato, mentre Cataldi sta facendo fatica a confermare quanto di buono aveva fatto intravedere lo scorso anno, all’esordio con la maglia della Lazio. Sul giovane serbo si erano create molte aspettative, soprattutto per i quasi 10 milioni di euro spesi in estate per strapparlo al Genk e alle corte delle altre pretendenti (Fiorentina in primis), aspettative quasi pienamente soddisfatte, dato che il giocatore ha sempre risposto presente in tutte le occasioni in cui è stato chiamato in causa, mostrando un’ottima tecnica, grande facilità di inserimento e soprattutto una straripante forza fisica; l’unica perplessità è inerente la sua posizione in campo: acquistato come vice-Biglia o mezzala di centrocampo, ha ampiamente dimostrato che il suo ruolo è quello di trequartista. Discorso diverso invece per Danilo Cataldi: il ragazzo di Ottavia era atteso alla stagione della consacrazione, dopo le ottime prestazioni sciorinate nel corso dell’anno passato, prestazioni che gli erano valse complimenti trasversali da parte di tifosi e stampa. In questi primi 3 mesi e mezzo di stagione però, Cataldi sta faticando a trovare ritmo e continuità di prestazioni: il ritorno dalle vacanze ritardato a causa dell’Europeo Under 21 e una preparazione estiva ancor più corta di quella dei suoi compagni hanno inciso molto sull’inizio traballante del suo campionato. Questa sera li vedremo in campo, uno di fronte all’altro, avversari e compagni; Sergej non vede l’ora di affrontare Danilo, come da lui dichiarato in una recente intervista.

Una buona occasione di conferma per il serbo e una altrettanto buona occasione di riscatto per l’italiano, questa sera a Novi Sad il cielo sarà anche un po’ biancoceleste.

Giulio Piras

 

Moggi, Ag. FIFA: “Tonelli resta a Empoli”

L’Agente FIFA, Alessandro Moggi, è intervenuto ai microfoni di Sportmediaset per commentare le voci riguardo interessamenti di altre squadre nei confronti del cesenate Sensi e di Tonelli dell’Empoli. Sul difensore della squadra toscana resta forte l’interesse dei biancocelesti ma l’agente ha dichiarato: Tonelli ha il contratto in scadenza tra un anno e mezzo, è uno dei migliori difensori del campionato e sta facendo benissimo. L’Empoli non ha nessuna intenzione di cederlo perchè è un elemento importante della squadra toscana”.

L’agente di Heurtaux: “Non pensiamo al futuro”

Negli ultimi giorni sono iniziate a circolare voci di un ritorno di fiamma della società biancoceleste per il difensore dell’Udinese, Thomas Heurtaux. A raffreddare però gli animi è intervenuto ai microfoni di calciogazzetta.it, Wantier David, il procuratore del francese: “In questo momento il calciatore è infortunato, ora pensa solo a recuperare, poi vedremo il da farsi. Nessuno si è interessato al giocatore e per ora non pensiamo a nessun trasferimento”.

Mudingayi: “Sono fermo ma non mi ritiro”

L’ex centrocampista biancoceleste, Gaby Mudingayi, sta attraversando un periodo molto particolare. Dopo aver lasciato l’Inter si è trasferito all’Elche, in Spagna, ma nel corso della sua nuova esperienza non ha potuto dare il suo contributo alla squadra. Quindi il ritorno in Italia nelle file del Cesena dove si è reso utile alla causa facendo anche abbastanza bene ma, nonostante la promessa del suo procuratore di poter trovare un facile accordo, anche questa volta niente da fare.

Il belga, tramite il quotidiano del suo paese “La Capitale”, ha parlato della sua situazione: “L’Elche, malgrado le promesse fatte, non ha mai depositato il mio contratto. La società è pesantemente indebitata, mi sono allenato per tre mesi senza poter giocare ed ora non prendo soldi da due. Dopo la buona esperienza al Cesena, che però non ha avuto seguito, ho ricevuto una proposta dall’India da 100mila euro all’anno ma non se n’è fatto nulla. Mi piace giocare a calcio, fisicamente sto bene, credo di essere in grado di poter giocare per altri due anni e voglio essere io a decidere quando andare in pensione”.

Il centrocampista belga ha sempre dichiarato il suo amore nei confronti della Lazio e dei suoi tifosi e di conseguenza i sostenitori biancocelesti hanno sempre dimostrato il loro affetto nei suoi confronti. In una recente intervista Gaby ha sottolineato ancora una volta il suo attaccamento ai colori biancocelesti. Questo uno stralcio delle sue dichiarazioni: “Ho tantissimi ricordi che mi legano a Roma e tutti bellissimi. La Lazio mi ha concesso una meravigliosa opportunità che mi ha permesso di entrare nel calcio che conta. Con i biancocelesti sono sceso in campo in Champions League ed ho avuto la possibilità di giocare al Bernabeu contro il Real Madrid. Quella biancoceleste è una società importante, con dei tifosi straordinari. Uno dei miei ricordi più belli è legato proprio a loro. Quando mi incontravano o parlavano di me erano sempre soddisfatti per quello che mettevo in campo, non mi arrendevo mai dando tutto ciò che potevo. I tifosi me lo riconoscevano e questo mi rendeva molto felice”.

Ora Gaby è fermo in attesa di una nuova opportunità che tutti noi che gli siamo riconoscenti ci auguriamo possa arrivare in fretta. Lotta Gaby non ti fermare e torna ad essere quel leone che ruggiva sulle caviglie delle mitiche merengues.

D.s. Empoli svela il futuro di Rugani e Tonelli

Il ritorno di de Vrij è previsto in primavera, un’assenza da non poco conto considerando il suo valore. Pertanto il d.s. Tare si sta guardando intorno per cercare valide alternative. I nomi più caldi sono quelli di Douglas del Dnipro e di Felipe del Contihians, ma negli ultimi giorni sono circolati insistentemente i nomi degli empolesi Tonelli e Rugani. A far chiarezza sul futuro dei due difensori ha parlato il d.s. dei toscani Carli a Sky Sport:Sarebbe stupido da parte nostra venderli adesso dato che a fine stagione il loro valore sarà più alto. Inoltre difficilmente la Juventus lascerà partire Rugani dato che i dirigenti bianconeri credono molto in lui”.

 

Top 20 giovani italiani: c’è anche un laziale…

In attesa di recarsi a Torino per disputare la finale di Supercoppa, Alessandro Rossi si porta a casa un riconoscimento davvero niente male. Il nome dell’attaccante della Primavera biancoceleste è stato infatti inserito nella classifica, stilata da ‘Il Corriere dello Sport‘, dei top 20 atleti militanti nei settori giovanili dei club italiani. Classe 1997, fisico e coraggio sono le sue doti migliori, che gli hanno fatto guadagnare l’appellativo di “uomo della Provvidenza”: con gli Allievi capitolini ha infatti sfiorato lo scudetto, mentre lo scorso anno, in Primavera, ha stupito tutti nel corso delle Final Eight, mettendo a segno reti da bomber di razza. Tra le rivelazioni di quest’anno, è dunque entrato a pieno titolo nel novero delle migliori promesse del calcio nostrano di domani. Domani, come detto, contenderà ai granata la Supercoppa e, con la determinazione che lo ha sempre contraddistinto, trascinerà i compagni verso la conquista del secondo trofeo stagionale, dopo il ‘Wojtila’. Ma intanto per lui i festeggiamenti sono già cominciati…

Oddo: “La Lazio non deve perdere di vista l’obiettivo europeo. Cessione Candreva? Sì, purché…”

172 gare e 17 reti con la maglia biancoceleste: Massimo Oddo è stato sicuramente uno dei giocatori più importanti della prima era Lotito. Con la Lazio ha anche vinto una Coppa Italia e ha indossato la fascia da capitano. Intervenuto alla trasmissione di Danilo Galdino I Laziali Sono Qua, in onda su Elle Radio 88.100 fm, Oddo ha parlato della sua ex squadra: “Premetto che non ho visto il derby perché ero in aereo, forse è stato un bene (ride, ndr). Mi pare che la prestazione non sia stata esaltante. Conosco bene l’ambiente e il significato del derby e so che quando lo si perde non è mai bello. Tuttavia, la Lazio non deve perdere di vista l’obiettivo finale, la sconfitta ci può stare ma bisogna pensare positivo e puntare all’obiettivo a lungo termine, cioè cercare di qualificarsi in Europa”. Qualche mese fa ha fatto discutere la questione capitano, fascia che sembrava destinata a Candreva ma che poi Pioli ha deciso di affidare a Biglia. Oddo da ex capitano biancoceleste sa bene cosa vuol dire indossare quella fascia: “E’ un valore importante perché significa rappresentare una città, il blasone del club che bisogna saper rappresentare mostrando attaccamento alla squadra. Non per forza il capitano deve essere quello che sta da più tempo, ma deve essere colui che è riconosciuto leader dai compagni, deve essere un punto di riferimento per loro prima che per la società. Mauri lo conosco ed è un degno capitano, gli altri non li conosco e non posso commentare. E’ vero che qualcuno può non essere contento di non aver avuto la fascia ma poi bisogna andare oltre. In una squadra ci possono essere più leader ma solo uno può indossare la fascia da capitano. Ad esempio l’anno che indossai la fascia c’era Peruzzi che era più leader di me, però l’allenatore non voleva che il capitano fosse il portiere. Tuttavia Angelo, come tutti gli altri, hanno dato tutto per la squadra. Anche quando Nesta prese la fascia di capitano furono fatte altre considerazioni, fu fatto pensando al futuro, anche se in quella Lazio c’erano fior fiori di giocatori ma non credo nessuno si offese, altrimenti sarebbe scoppiato il pandemonio”.

Nelle ultime ore circola voce di una possibile cessione di Candreva a gennaio, un’opzione che Oddo non disdegna: “Io faccio l’esempio di Zidane ai tempi della Juve, i bianconeri lo cedettero e reinvestendo quei soldi vinsero tutti. I giocatori possono essere venduti ma l’importante è che poi vengano sostituiti adeguatamente. Se le cose sono fatte bene, la squadra può migliorare”. Poi sul patron biancoceleste, l’ex terzino pescarese ha detto: “Io vivo la Lazio da fuori e bisogna ammettere che da quando è arrivato Lotito questa società da un momento di difficoltà è diventata integra a livello societario ed economico. Quando c’ero io rischiava la B mentre da qualche anno fa buoni campionati. Però purtroppo è anche vero che la squadra fa un anno buono e un anno negativo, manca sempre il salto di qualità. La mia sensazione è che la società non voglia fare il passo più lungo della gamba, forse per le vicissitudini del passato. La società quando può spendere lo fa, mentre quando non lo può fare non lo fa, anche quando manca poco per fare il salto di qualità. Però non so dire se questo modus operandi sia giusto o sbagliato. Quando tu cresci di anno in anno, migliorando la tua posizione fino ad arrivare tra i primi quattro com’è accaduto la scorsa stagione, poi è difficile potenziare la squadra, soprattutto in questo mercato strano in cui vengono chiesti soldi esorbitanti per giocatori normali”. 

Su Pioli: “Tutti gli allenatori quando vincono sono fenomeni e dopo due partite perse si creano dei dubbi. La mia idea è che quando una società sceglie un allenatore deve supportarlo e portarlo fino a fine progetto a meno che l’allenatore non impazzisce o non è più seguito dalla squadra. Nel momento in cui si incomincia a mettere in discussione un allenatore è già una cosa negativa, la società in tal caso deve subito intervenire smentendo le voci. Io non dico che un allenatore lo devi tenere per forza per tutta la durata del contratto, ma almeno bisogna tenerlo e sostenerlo fino a fine stagione. Se la società sostiene l’allenatore lo fa anche la squadra e viceversa”.

Vice De Vrij, occhi su Matip (Schalke 04). E l’ag apre per De Maio (Genoa)

Prosegue in casa Lazio la ricerca del difensore centrale per sostituire l’infortunato De Vrij. L’ultimo nome saltato fuori dal taccuino dei biancocelesti è quello di Joel Matip (Schalke 04). Nato in Germania da genitori camerunensi, il 24enne ha riscosso le attenzioni dei maggiori club europei e, tra essi, anche quello capitolino: secondo voci provenienti dalla terra teutonica, infatti, Tare avrebbe già compiuto un sondaggio per il cartellino del giocatore, che può essere schierato su entrambi i lati dell’asse centrale e, all’occorrenza anche da mediano. Il suo contratto con lo Schalke è in scadenza il prossimo giugno e, se non troverà un accordo con il club, sarà libero già a gennaio di trovarsi una nuova sistemazione. Ottime doti da goleador (sono già 3 le reti e altrettanti gli assist collezionati in questo primo scorcio di stagione), è in possesso, vista l’altezza (195 cm), anche di una notevole presenza fisica. Insomma, davvero un ottimo profilo, certificato anche dalla valutazione di 14 milioni acquisita prima di entrare in scadenza: la Lazio ci pensa…

Non si perdono però di vista le alternative, come Sebastian De Maio del Genoa. Ad aprire sul francese, in passato più volte accostato alla maglia biancoceleste, il suo agente Diego Tavano: “Conosco l’uomo e il giocatore. – ha detto ai microfoni di ‘Radiosei’ – Nella Lazio ci starebbe benissimo, ma il direttore non sono io. Anche all’estero piace molto, ma a oggi Sebastian sta bene a Genova e per ora rimane dov’è. Il Genoa non regala certo i suoi giocatori, ma comunque non sarebbe un problema trattare con i rossoblu“.

RASSEGNA STAMPA – Si tratta Heurtaux

Alla ricerca di un difensore centrale. Anzi, due possibilmente. Gennaio è alle porte, Lotito e Tare lavorano per accontentare Pioli: Gentiletti, Hoedt e Mauricio non bastano e lo stop di De Vrij ha complicato i piani.

Il mercato invernale servirà a rimpiazzare il centrale olandese. Le piste da seguire per la Lazio non mancano: arriverà un giocatore (almeno) abituato al campionato italiano, non c’è più tempo per le scommesse. Tonelli è un obiettivo lontano, il rinnovo con l’Empoli è a un passo, il presidente Corsi chiede almeno 10 milioni di euro. Su Rugani invece la Lazio potrebbe lavorare al prestito con diritto di riscatto, ma i rapporti con la Juve sono tutt’altro che buoni (il ragazzo è comunque in uscita).

Dall’Udinese occhio alla tentazione Heurtaux, è nel mirino di Tare da un anno e mezzo: «I nostri giocatori sono in vendita quando arrivano offerte concrete – ha spiegato il ds friulano, Giaretta – con il club biancoceleste c’è un buon feeling, ma al momento è un discorso prematuro da fare». Il centrale francese è out da 3 mesi per problemi fisici vari, un vero e proprio mistero. Attualmente non rientra nei piani dell’allenatore, tra qualche settimana andrà via, la Lazio può rappresentare un’ottima soluzione. Nelle ultime ore è spuntata anche la candidatura di Ranocchia dell’Inter.

Dall’estero invece attenzione a Douglas del Dnipro, i contatti sono avviati da fine agosto. E Vlaar, vecchio pallino della dirigenza: l’olandese si allena da settembre con l’Az Alkmaar, ma non è sotto contratto, l’operazione al ginocchio non è stata smaltita del tutto. La società continua a seguire la vicenda, non sono escluse sorprese.

Capitolo rinnovi: nessuna novità sul fronte Marchetti, l’attesa è snervante e giorno dopo giorno allontana le possibilità di un prolungamento. Lulic continua a rifiutare qualsiasi proposta, l’addio pare scontato. Klose ha richieste in America. Intoccabile Felipe Anderson: «La Lazio è casa mia», ha cinguettato dal Brasile. Notizie dal campo: infiammazione al nervo sciatico per Mauri.

Fonte : Il Tempo

DERBY – Federsupporter: “Se questo è derby”

Viene da chiedersi, volendo parafrasare il titolo del libro di Primo LeviSe questo è un uomo”, se la partita Roma – Lazio dell’8 novembre scorso possa essere definito un “derby”. La risposta a tale interrogativo deve essere, a mio avviso, negativa. Almeno se per “derby” non si deve intendere solo la gara sul campo, ma anche, anzi, soprattutto, l’entusiasmo e la partecipazione popolari che precedono, accompagnano e concludono l’evento.

Per esempio, potrebbe essere definito “Palio di Siena” un “Palio” senza i contradaioli ?

Verrebbe da dire che il “il malato è guarito perché è morto”, se si pone mente al fatto che lo pseudo derby dell’8 novembre scorso si è svolto senza una significativa cornice e partecipazione di pubblico. Se, poi, si pensa alle “terapie”applicate al derby, allo scopo di prevenire incidenti e turbamenti dell’ordine pubblico, si potrebbe dire con Moliere (cfr “L’Amour Médecin” II, 1) che il derby romano e, più in generale, il calcio rischiano di morire “di quattro medici e di due farmacisti” o, per dirla con il poeta latino Marziale (cfr “Epigrammi”, I, 47), Diaulo faceva il dottore, ora si è messo a fare il becchino; quel che fa da becchino, faceva già da dottore”.

Poiché credo, a parte scherzose citazioni letterarie, che nessuno, in buona fede, voglia affossare definitivamente né eventi come il derby capitolino né, più in generale, il calcio, v’è bisogno che da tutte le parti interessate vi siano manifestazioni di buona volontà e di buon senso reciproci.

Ed è per questo che Federsupporter aveva lanciato la proposta (cfr Comunicato del 4 novembre su www.federsupporter.it) all’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive (ONMS) di farsi parte diligente onde convocare, al più presto, una riunione presso lo stesso Osservatorio tra, da un lato, la Prefettura e la Questura di Roma, le Società Lazio e Roma, nonché, dall’altro, Federsupporter, in rappresentanza dei tifosi.

La riunione avrebbe dovuto e dovrebbe avere come oggetto quello di fare il punto della situazione venutasi a determinare nelle Curve Nord e Sud dello Stadio Olimpico di Roma, verificando la possibilità di nuove soluzioni in grado di contemperare le esigenze di sicurezza e ordine pubblico con quelle dei tifosi, in specie della parte più calda e appassionata di questi ultimi. Purtroppo, la proposta è rimasta, almeno sinora, inascoltata e, quindi, v’è il rischio che la situazione tenda a peggiorare e a incancrenirsi.

Né giova l’annuncio di incontri di carattere, più o meno privato, tra esponenti di una sola delle due Società coinvolte con la Prefettura, non essendo, a mio avviso, questo né il modo né la sede più opportune per affrontare e risolvere, in maniera generalizzata, uniforme e condivisa, le questioni sul tappeto. Neppure giova la diffusione di allarmi esagerati prima di manifestazioni sportive, come è avvenuto nei giorni immediatamente precedenti la gara Roma – Lazio dell’8 novembre scorso.

In questa occasione plurimi organi di informazione hanno parlato, dandola per certa, di una sorta di “invasione barbarica” della Capitale a opera di una specie di “orda” di teppisti proveniente da mezza Europa (un mix di polacchi, inglesi e spagnoli) che, peraltro, sia per l’esiguità del numero (non più di circa 50 soggetti) sia per essere già ben noti alle Forze dell’ordine, avrebbero potuto, come poi è avvenuto, essere facilmente messi in condizione di non nuocere. Notizie che certamente non hanno indotto molti tifosi per bene, già dissuasi per altri motivi, a recarsi allo stadio per assistere al derby.

Altrettanto improduttivo in tema di sicurezza e ordine pubblico a causa o in occasione di manifestazioni sportive è chiedersi “se sia nato prima l’uovo o la gallina”. Cioè a dire se il mancato ricorso a misure che, recentemente, una pronuncia del Tribunale di Roma, di sicuro soggetto non sospetto, ha qualificato come “pesantemente discriminatorie e immotivatamente punitive”debba avvenire solo dopo che i tifosi abbiano dato ripetute prove di correttezza e civiltà, oppure se si debba evitare che tali misure siano o possano essere percepite, ex ante, così come le ha definite la suddetta pronuncia, con l’effetto di provocare la desertificazione degli stadi.

E’ vero che in una materia così delicata e difficile non esistono “bacchette magiche”, tuttavia, ciò non può e non deve distogliere dalla ricerca di quelle soluzioni in grado di contemperare esigenze diverse ma tutte legittime. In tema Federsupporter, così come nel passato, ha proposto l’adozione anche in Italia di modelli stranieri, quali quello olandese e, in specie, tedesco. Modelli che vedono riservate negli stadi apposite e specifiche standing area, ben identificate e identificabili senza la necessità di barriere divisorie, alla frange più calde e appassionate dei tifosi, nelle quali aree si possa seguire la partita senza posti assegnati, anche in piedi, con l’uso di scenografie, bandiere, strumenti acustici e a percussione, fermo restando il divieto di utilizzo di qualsiasi ordigno potenzialmente pericoloso per l’incolumità e di qualsiasi simbolo, striscione, cartello, inneggiante alla violenza o alla discriminazione.

D’altronde, la tecnologia mette oggi a disposizione sofisticati strumenti di identificazione a distanza che consentono di individuare singoli soggetti che non si attengano alle regole, evitandosi indiscriminate misure penalizzanti e coercitive di massa che capovolgono il principio “colpirne uno per educarne cento” nel suo opposto “colpirne cento per educarne uno”. Ma un contributo essenziale alla prevenzione di fenomeni di violenza a causa o in occasione di manifestazioni sportive può venire da un sistematico e costante coinvolgimento dei tifosi da parte delle società di calcio.

Ecco, dunque, che diventa decisivo creare e far funzionare, all’interno delle predette società, quei Dipartimenti per i rapporti con i tifosi o SLO (Supporter Liaison Officer) che, sin dal 2011, l’UEFA ha posto come condizione per ottenere le licenze di partecipazione alle competizioni organizzate dalla stessa UEFA.

Disposizioni recepite dalla FIGC, ma che sono state sinora sostanzialmente disattese o eluse dalla maggior parte dei club italiani, i quali si sono limitati a nominare SLO propri dipendenti o collaboratori spesso del tutto inadatti o inadeguati a svolgere le delicate funzioni loro attribuite e spesso operanti solo sulla carta.

Inadeguatezze e carenze che, però, almeno sino ad adesso, non hanno dato luogo a nessuna conseguenza nei confronti delle società inadempienti che, pertanto, hanno tranquillamente proseguito e proseguono nelle loro politiche vetero – padronali e autoritarie, ma certamente non autorevoli, considerandosi “legibus solutae” sia da norme dell’ordinamento sportivo sia da norme dell’ordinamento generale, malintendendolo lo sport, non come “cosa di tutti”, bensì come esclusiva “cosa nostra”. Senza, altresì, voler considerare che il calcio nostrano, per dirla con il Presidente del CONI, dr. Giovanni Malagò, anch’egli certamente soggetto non sospetto, è delegittimato da chi lo rappresenta.

Ed è per questa ragione che ritengo opportuno e utile, anche a beneficio di ignari e smemorati, ripubblicare in calce la lettera aperta del 20 aprile scorso inviata dal Presidente, Alfredo Parisi, per l’appunto, al dr. Malagò, proprio sul tema della violenza a causa o in occasione di manifestazioni sportive: lettera che faceva seguito al Convegno sullo stesso tema tenuto il 16 aprile scorso presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi Di Roma, La Sapienza, organizzato dall’ONMS in collaborazione con la predetta Università.

Avv. Massimo Rossetti

RASSEGNA STAMPA – Lazio, via Candreva: c’è il Barcellona

Antonio Candreva e la Lazio, un matrimonio sempre più in difficoltà. Il nazionale azzurro è finito sul banco degli imputati nell’ultimo periodo negativo per la formazione biancoceleste e da elemento imprescindibile a indesiderato il passo è stato decisamente breve. Mancano i gol e gli strappi che avevano caratterizzato l’ultimo triennio: il ragazzo sembra aver la testa altrove e questo atteggiamento non va giù al patron Claudio Lotito che sta valutando seriamente una sua cessione a gennaio, anche per rientrare dai mancati introiti che sarebbero derivati dalla qualificazione in Champions League.

IPOTESI BARCELLONA – Il Messaggero conferma quanto rivelato qualche giorno fa dal Mundo Deportivo: Candreva è entrato nella possibile lista della spesa del Barcellona. Il numero 87 biancoceleste ha in Ariedo Braida un suo grande estimatore e in questo modo si spiegano le costanti visite del direttore sportivo internazionale blaugrana all’Olimpico. Su Candreva è vigile anche il Chelsea, altro club dal grande blasone che rappresenterebbe un deciso passo avanti nella propria carriera. L’agente Federico Pastorello, in esclusiva a calciomercato.com , ha aperto alla sua cessione ma resta da capire se ci sono margini per gennaio o sarà un discorso da rimandare alla prossima estate.

DISTRAZIONI E DELUSIONI – Se da un lato le sirene del mercato possono aver influito sulla concentrazione del nazionale azzurro, dall’altro i primi scricchiolii erano arrivati all’alba di questa stagione quando Pioli decise di affidare la fascia di capitano a Lucas Biglia. Una scelta non condivisa da Candreva che rifiutò il ruolo di vice; a questo vanno aggiunte le recenti e frequenti sostituzioni che lo hanno riguardato, se si pensa che in campionato solo in un’occasione è rimasto in campo per 90 minuti.

 

 

FIRMA QUI – Scudetto 1914-1915

Arturo Balestrieri è uno dei nove fondatori della società podistica Lazio. Ed era ancora in vita quando quando la Figc sospese il campionato per la grande guerra e poi assegnò il titolo al Genoa. Con la petizione per la riassegnazione ex aequo dello scudetto 1914/15, il ricordo si fa più vivo. Erika Balestrieri è la nipote di Arturo, e anche se non ha mai conosciuto il nonno, lo ha vissuto nei racconti della famiglia e della storia. E lo ricorda in un’intervista a Il Tempo .

Chi era Arturo Balestrieri? «Era mio nonno, non l’ho conosciuto perché è morto nel 1945, ma l’ho scoperto grazie ai racconti di mio padre e alle testimonianze storiche. Per l’epoca era un pioniere, uno sportivo in senso assoluto: podismo, canottaggio, nuoto, pugilato, pallacanestro».

Un atleta poliedrico, ma perché lo chiamavano “er piombo”?

«Perché all’inizio non sapeva nuotare! Poi fu protagonista di alcuni salvataggi nel Tevere e premiato con la medaglia al valore civile. Pare che lungo il fiume gli avessero dedicato una targa: “Provate il piombo Balestrieri”. E quello che attirava nuovi iscritti alla società era proprio il suo costume biancoceleste con la scritta Lazio».

Suo nonno fu anche un noto giornalista sportivo.

«Era un redattore della Gazzetta dello Sport , aveva iniziato a collaborare saltuariamente, poi diventò il suo lavoro principale. Seguiva molti sport e nella redazione di Milano hanno ancora i suoi articoli».

Nonché uno dei nove pioneri che fondarono la Lazio.

«Nel 1900, con gli amici in piazza della Libertà. Lui si occupava di accogliere i nuovi membri, avevano scritto un inno della Lazio e mio nonno lo suonava con l’ocarina a ogni nuovo ingresso».

Nel 1915 la guerra, la sospensione del campionato di calcio, poi lo scudetto al Genoa.

«Non fu chiamato alle armi perché aveva già 40 anni. Seguiva sempre la Lazio, anche se non ho trovato suoi articoli sullo scudetto del 1914/15. Certamente avrebbe fatto in modo che quella finale si giocasse».

Dopo cento anni si chiede la riassegnazione del titolo. Che ne pensa?

«Mi sembra giusto, non è stato dato modo alla Lazio di giocarsela ma assegnato a tavolino. Oltretutto in modo controverso e dopo anni, quindi mi sembra corretto dare un ex aequo per quello scudetto. All’epoca i biancocelesti erano una squadra forte, l’avrebbero meritato».

Pochi giorni fa è stato omaggiato suo nonno, ce lo racconta?

«Alla presentazione del libro “Dal Tevere al Piave” di Laziowiki col presidente della polisportiva Antonio Buccioni. E’ stato un momento emozionante quando abbiamo lasciato nel fiume una corona per lui».

Il suo contributo nel ricostruire la storia della Lazio è notevole.

«Mi fa piacere dare una mano e ricordare le mie origini. Vorrei che un giorno mio figlio conoscesse la Lazio, la società fondata dal suo bisnonno».

Firma la PETIZIONE ON-LINE QUI

Fonte : Il Tempo

RASSEGNA STAMPA – Lazio, anche Ranocchia in corsa

Giorni di sondaggi di mercato in casa Lazio: nel mirino uno o due difensori centrali. L’infortunio di De Vrij ha aperto una voragine. Fioccano le candidature: servono giocatori pronti e Lotito potrebbe guardare anche al mercato italiano. Dopo Tonelli, stopper titolare dell’Empoli, spunta Ranocchia, in possibile uscita dall’Inter, chiuso da Murillo e Miranda. Ma ci sono controindicazioni: stipendio piuttosto elevato. Poi la formula: niente prestito, l’Inter lo vende solo a titolo definitivo sui 6-7 milioni, ma si può ragionare forse sull’obbligo di riscatto. Con lui Pioli andrebbe sul sicuro e il reparto acquisirebbe un difensore con 20 presenze in nazionale. Resta comunque possibile la pista Tonelli, forse più accessibile di Ranocchia: il club toscano, di fronte a offerte congrue, potrebbe cederlo a gennaio, anche se l’idea è farlo partire a campionato finito. Il ds Carli ha un debole per Cataldi, considerato incedibile. E un altro talento come Oikonomidis potrebbe essere valorizzato in Toscana. Sul mercato è disponibile Vlaar, svincolato e fermo da quattro mesi per un intervento al ginocchio. Di certo andrebbe prima verificato in pieno il suo recupero fisico. Infine, il mercato europeo: in estate Tare si era avvicinato a Douglas, brasiliano del Dnipro. In Francia hanno accostato N’Koulou alla Lazio (a luglio trattato dal Napoli): non rinnoverà e a gennaio può muoversi. Stesso discorso per Terziev, bulgaro del Logodorets.

Fonte : Il Corriere dello Sport

RASSEGNA STAMPA – Biglia: “Il derby ancora brucia”. Sirene Usa per Klose

Da un lato c’è l’umore di Lucas Biglia, dall’altra parte del mondo, che ancora non riesce a dimenticare la delusione per la sconfitta con la Roma: “Qualunque partita si può perdere, tranne il derby. La verità è che brucia molto, soprattutto perché venivamo da due sconfitte consecutive e volevamo mostrare tutto il nostro valore. Ma dobbiamo rialzarci e guardare avanti”. Dall’altro lato, nel centro sportivo di Formello, c’è Stefano Pioli, che già prova a mettere in pratica in buoni propositi del suo capitano.

PIOLI VUOLE RITROVARE L’ENTUSIASMO – Doppia seduta per la squadra biancoceleste, condizionata da risate e buon umore che lo stesso tecnico sta cercando di generare all’interno del gruppo. Vuole ricreare unità di intenti, Pioli, e da quella partire per ritrovare la sua Lazio. L’allenatore partecipa al torello e scherza con i suoi ragazzi, o almeno con quelli che non sono in giro con le rispettive nazionali. C’è Stefano Mauri, che però ha terminato anzitempo la seduta pomeridiana per un problema muscolare: sarà valutato nelle prossime ore. Assente ovviamente Klose per il problema alla caviglia(distrazione della capsula con un risentimento infiammatorio) emerso nei controlli di ieri.

KLOSE, SIRENE STATUNITENSI PER MARZO – Il centravanti tedesco intanto riflette su alcune proposte ricevute dalla MLS statunitense: lì il campionato parte a marzo e molti club sarebbero disposti a regalare (anzi, a pagare bene) al recordman di reti ai campionati del mondo la possibilità di cimentarsi in un nuovo torneo. Miro non ha escluso a priori l’eventualità, anche perché tra i vari fattori presi in considerazione l’estate scorsa, quando decise di prolungare di un anno il suo rapporto con la Lazio, c’era la possibilità di giocare di nuovo la Champions League. Il fatto di non essere riuscito a guadagnarsela nel playoff contro il Bayer Leverkusen, potrebbe mettere di nuovo tutto in discussione.

Fonte : La Repubblica

LAZIONALI – Felipe Anderson brilla nel Brasile U23

Che l’aria di casa gli stia restituendo un po’ di brio a Felipe Anderson? Vedendo l’importante aiuto che FA10 ha dato nella vittoria in amichevole della Selezione Olimpica brasiliana U23 contro gli Stati Uniti U23 (gara terminata per 2 a 1), possiamo proprio dire proprio di Sì. Vittoria verdeoro arrivata grazie al gol del talento del Santos Gabriel e al raddoppio di Luan su assist proprio di Felipe Anderson. Di Kiesewetter il gol che ha accorciato le distanze dopo essersi guadagnato il calcio di rigore per un fallo in area di Doria, poi espulso. Felipe ha giocato per 77 minuti, poi sostituito da Valdivia,  dimostrando di avere ancora il Magic Touch. Nonostante l’inferiorità numerica, infatti, i padroni di casa hanno conservato un buon possesso palla, affidandosi proprio ai lampi del fantasista biancoceleste, vicino al gol in più di un’occasione, possiamo dire che ormai sta diventando sempre più un leader di questa squadra.

L’ANALISI – Nel post partita Felipe Anderson ha commentato la vittoria: “Abbiamo fatto un grande lavoro in fase offensiva, ma senza dimenticare di dare una mano nella fase difensiva. Stiamo cercando di prendere a modello il gioco della Seleção, piano piano ci stiamo avvicinando a quell’idea di calcio. Pensiamo ancora troppo in maniera offensiva, il tempo ci darà modo di capire cosa fare in ogni situazione di gioco. Attaccare è la nostra caratteristica principale e abbiamo bisogno di tempo per migliorare anche se l’identità deve rimanere quella. Contro gli Stati Uniti non è stato semplice, ci sono stati momenti difficili, all’inizio faticavamo a trovare spazi nella loro difesa ma abbiamo saputo aspettare e alla fine abbiamo portato a casa la vittoria”.  “

LA SELECAO NEL DESTINO –  Il commentatore brasiliano André Loffredo, ai microfoni di GloboEsporte, ha parlato della prova del 10 biancoceleste, scommettendo sulla sua futura promozione anche se contro gli Stati Uniti non è stato il migliore in campo a differenza della della coppia Fred e Lucas Silva: ““Di tutti i giocatori della nazionale olimpica, penso che quello che ha maggiori probabilità di andare nella nazionale maggiore sia Felipe Anderson Ma oggi (Mercoledì), il Brasile è stato lontano dai suoi standard. Il Brasile ha una squadra olimpica di talento, in avanti ci sono grandi giocatori e hanno fatto una gara molto buona Fred e Lucas Silva. Davanti ci sono: Gabriel Gesù, Gabigol e Luan e appunto Felipe Anderson anche se ha giocato po’ sottotono, ma è stato comunque decisivo”. 

L’augurio di tutti i tifosi biancocelesti è che presto Felipe torni a essere quel giocatore imprendibile capace di incantare tutti, permettendo così alla Lazio di raggiungere le posizioni che merita. Forza FA10! 

Lazio – Palermo: tutte le info per l’acquisto dei tagliandi

La Società Sportiva Lazio ha comunicato, tramite il suo sito ufficiale, le modalità di acquisto dei tagliandi per il match Lazio – Palermo. La sfida andrà in scena domenica 22 novemnbre alle ore 15. I prezzi partono ai 18 € per curva e distinti fino ai 200 € della tribuna d’onore centrale. La vendita avrà inizio martedì 10 novembre alle ore 10 e terminerà in prossimità dell’inizo del match. per maggiori informazioni consultare il sito www.sslazio.it.

Klose-MLS? Il parere di Gianluca Di Marzio

In queste ore si è parlato molto di un possibile approdo di Miroslav Klose nella MLS il prossimo marzo, quando ricomincerà il campionato negli States. Una ipotesi che però al momento appare lontana: l’attaccante difficilmente saluterà la Lazio prima della scadenza del suo contratto. Questo è quanto confermato dal giornalista Gianluca Di Marzio sul proprio sito gianlucadimarzio.com:

Miroslav Klose lontano dall’Italia a marzo? Difficile. Sull’attaccante della Lazio, classe 1978, c’è però da registrare l’interesse di una squadra che gioca nella MLS. Il tedesco, che ha un contratto in scadenza il prossimo 30 giugno con il club di Lotito, difficilmente lascerà però la Serie A prima del termine del suo accordo, perché dopo l’esperienza nella capitale la Federazione tedesca ha già pensato a lui per un ruolo istituzionale.

 

Palermo – Personalizzato per Bolzoni e Morganella, differenziato per Rigoni

Giornata piena di lavoro per il Palermo del nuovo tecnico Davide Ballardini. I giocatori rosanero questa mattina sono scesi in campo al “Tenente Onorato”, dove hanno svolto esercizi sulla forza, per poi dedicarsi a un lavoro tecnico e ad una esercitazione sui tiri in porta. Nella seduta pomeridiana, invece, dopo un riscaldamento di carattere atletico, i rosanero hanno svolto esercitazioni tattiche e una partita di allenamento. Francesco Bolzoni e Michel Morganella hanno svolto allenamento personalizzato, mentre Luca Rigoni ha svolto lavoro differenziato. Assenti i sei giocatori impegnati con le rispettive Nazionali. Per domani previsto un solo allenamento mattutino.

Due biancocelesti tra i calciatori più fallosi della Serie A

Alla corte di Stefano Pioli due dei calciatori più fallosi della Serie A. Il sito Delinquentidelpallone.it si è divertito a stilare la classifica dei difensori più cattivi della categoria. In questa speciale classifica la coppia Gentiletti-Mauricio occupa posizioni di “tutto rispetto”. Infatti l’argentino si trova in sesta posizione seguito a ruota libera dal compagno di reparto. Sotto la classifica completa:

10° posto : Aleandro Rosi, Frosinone (18 falli)

9° posto: Ali Adnan, Udinese (19 falli)

8° posto: Lucas Digne, Roma (19 falli)

7° posto: Mauricio dos Santos, Lazio (19 falli)

6° posto: Gentiletti, Lazio (20 falli)

5° posto: MattiaDe Sciglio, Milan (20 falli)

4° posto: Kalidou Koulibaly, Napoli (21 falli)

3° posto: Massimo Gobbi, Chievo (23 falli)

2° posto: Kostas Manolas, Roma (23 falli)

1° posto: Sime Vrsaljko, Sassuolo (25 falli)