Il più grande bomber della storia della Lazio, Ciro Immobile, è intervenuto a Radio Serie A, parlando della sua Academy appena lanciata a Torre del Greco, ma anche riguardo alla sua carriera, soffermandosi sulla Lazio.
Le sue parole:
Gli Inizi: “Quando si fanno passi avanti c’è sempre il timore di fallire o di non riuscire. Io, Insigne e Verratti siamo partiti da Pescara col nostro maestro Zeman a cui mandiamo un abbraccio. Abbiamo fatto la gavetta, quella che di solito sembra una parola in una frase fatta, ma non lo è. In Serie B non eravamo nemmeno quotati, poi con passione e sacrificio siamo arrivati in Nazionale e abbiamo vinto l’Europeo”.
I momenti difficili: “Al Borussia i primi 6 mesi non sono andati malissimo. Ma era la fine di un ciclo, Klopp andò via, ma mi tolsi qualche soddisfazione. Mi allenai con Klopp, ho conosciuto giocatori importanti, ero giovane, ma c’erano già problemi. In Spagna invece non sono riuscito a mettermi in mostra e dopo 6 mesi sono andato via. A quell’età potevo buttarmi giù, ma sono riuscito a riprendermi la Lazio”.
E poi è arrivata la Lazio: “Superare il record di gol di giocatori che hanno fatto la storia della Lazio è stata una soddisfazione enorme. Se mi guardo indietro, i sacrifici fatti, mi rendo conto da dove sono partito e dove sono arrivato. La Lazio mi ha dato tutto e io ho dato tutto per lei, è stato un amore folle. Non ero visto benissimo all’inizio, perché mi ero perso un po’ in Spagna, c’era scetticismo, ma dopo 6 mesi è cambiato tutto”.
Il sogno scudetto: “Ricordo l’alchimia pazzesca nel gruppo nel 2020, è stata un’annata in cui fino alla gara contro l’Atalanta eravamo quasi a rischio esonero Inzaghi e contestazione per noi. Poi scattò qualcosa che ci unì tra tifosi, staff, squadra…c’era un’energia positiva pazzesca. Le partite finivano prima di iniziare, era complicato giocare contro di noi. Poi ripartì un campionato nuovo, abbiamo perso punti e abbiamo perso quel treno. Ricordo la gara di Genoa, avevamo festeggiato i miei 30 anni in settimana. Eravamo tutti insieme e si vociferava dello scudetto, noi eravamo un po’ ingenui, ma quando si scendeva in campo era bellissimo. A Marassi segnammo subito con Marusic, un’azione travolgente. Stavamo bene fisicamente, ma la testa quando gira bene aiuta anche il fisico”.
Sull’addio della Lazio: “Io, Jessica e i bimbi stavamo pensando di andare via perché ogni cosa come inizia finisce. Le difficoltà della fine, la Lazio stava cambiando identità, sono state tutte componenti. Sono andati via Inzaghi, Felipe Anderson, Leiva…giocatori che hanno fatto la storia con me, ma alla fine nn posso biasimare i tifosi che ci sono rimasti male. Ci sono rimasto male invece di non averli salutati, questo mi pesa. Mi avrebbe fatto piacere fare l’ultimo giro di campo con la mia famiglia per dare il mio amore a loro e per darlo a me da parte loro. Al Besiktas è stata una scelta riguardante lo sport. Ho avuto offerte dall’Arabia che non ho preso in considerazione. Sono nel mood dove posso dare tantissimo. Mi alleno 2 volte al giorno, seguo i ragazzi più giovani, voglio stare bene fisicamente”.
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