La Serie A sta per subire un nuovo scossone burocratico. Come riportato da Calcio e Finanza in questi giorni, è in discussione l’abolizione del Decreto Dignità: l’effetto va a colpire a cascata direttamente le società calcistiche in quanto permetterà il ritorno delle agenzie di scommesse private come sponsor su tabelloni e materiale vario.
Una parte dei proventi della sponsorizzazione andrebbe al sistema calcio in modo tale da produrre esempi positivi come progetti di contrasto alla ludopatia, ma la vera domanda è: ne abbiamo davvero bisogno?
In un periodo storico dove ben due giocatori della Nazionale, per di più di giovane età, sono finiti sotto gli occhi dei riflettori a causa di scandali scommesse era necessario effettuare un assist a queste agenzie già ampiamente popolate? Il contrasto alla ludopatia non può vivere sulla distinzione tra agenzie legali ed illegali, ma dovrebbe estirpare il concetto alla radice.
Secondo i dati ufficiali inoltre, il volume di affari del 2024 è stato già da record rispetto a quelli degli anni precedenti e si prevede un’ulteriore crescita nel 2025. I giovani tra i 14 e i 19 anni sono coloro che si avvicinano di più al gioco d’azzardo. Numeri e fatti che ci danno già una risposta su quanto bisogno c’era realmente di questa manovra.
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