E’ appena terminata Lazio Fiorentina con la vittoria dei toscani per due a uno. Onore alla compagine allenata da mister Palladino che ritrova la vittoria dopo sei turni di campionato, infatti l’ultima vittoria prima di stasera risaliva all’otto dicembre contro il Cagliari.
Una gara bella, maschia e ricca di emozioni, con tanti spunti di riflessioni a partire dall’approccio della Lazio durante i primi diciassette minuti di gioco, proprio come il derby perso, dove la formazione di mister Baroni si è fatta imbucare con troppa facilità.
La scelta di lasciare Rovella in panchina al posto di Dele-Bashiru non ha convinto nessuno, a maggior ragione che i terzini titolari, erano Marusic e Pellegrini (fischiato) al posto di Nuno Tavares e Lazzari infortunati. Fra l’altro Marusic dimostra ancora una volta grandi limiti difensivi, mentre in fase offensiva è davvero un giocatore interessante, si guardi al goal del pareggio, al tiro parato da De Gea al 94′, oltre alla rete decisiva realizzata a Lecce.
Rinforzare la difesa con un pilastro della squadra era, secondo chi scrive, doveroso, anche perché poi il marcatore di ruolo mister Baroni ce lo aveva, ed era Hysaj che sicuramente avrebbe garantito maggior copertura contro le giocate di Kean, Gudmundsson e Beltran.
Ovvio che poi quando sei sotto di due reti, diventa tutto più difficile e anche l‘arbitraggio di Antonio Rapuano ha fatto la sua parte. Ora la classifica si fa più complicata, con i viola che accorciano le distanze portandosi a soli tre punti dai romani fermi a quota 36.