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È davanti alla Lazio, allo Stadio Flaminio, che dopo un intero girone di imbattibilità si ferma la corsa della capolista Napoli. Campani che a fine stagione conquisteranno il secondo scudetto della storia della società.

Nelle fila del Napoli gente del calibro di Careca, Maradona e Zola esaltano le manovre del tecnico Alberto Bigon che per un giorno però devono inchinarsi a una Lazio affidata all’estro di Di Canio che per tutto l’arco della gara tiene in mano ben salde le redini dell’incontro. Frastornato da tre gol, due pali e tanto gioco, i partenopei si scioglievano come neve al sole. Nella Lazio vista l’assenza di Ruben Sosa si temeva che il tecnico Giuseppe Materazzi di fronte alle bocche da fuoco azzurre, fedele alla propria filosofia, sostituisse l’uruguayano con un difensore.

E invece l’allenatore dei biancocelesti stupisce i più schierando in campo un poker di giocatori votati all’offensiva. Il primato dei partenopei in questa prima parte di campionato nasceva da un improvvisato cocktail fra talento, carattere e fortuna. Venuto meno il terzo elemento, il campo ha mostrato l’immagine di una squadra fragile e senza idee. Il Napoli si presenta in campo con la retroguardia rimaneggiata e con il portiere di riserva Di Fusco al posto di Giuliani. Le uniche occasioni da gol partenopee nascevano dai calci piazzati del solito Diego Maradona, che in un paio di occasioni creava problemi trovando in area Careca, che però non riusciva ad approfittarne, e un’altra volta impegnava seriamente Fiori.

La Lazio da parte sua controllava e ripartiva impegnando la retroguardia avversaria. Al 36′ il vantaggio biancoceleste, Di Canio serviva Bergodi che si vedeva respingere il tiro da Di Fusco, ma sul rimbalzo del pallone il più lesto a intervenire è Amarildo, che mette dentro. Con la Lazio in vantaggio di una rete e dopo una traversa colpita da Di Canio poco prima del termine del primo tempo ci si avvia negli spogliatoi. Tutti si aspettano la reazione degli uomini di Bigon ma il secondo tempo è tutto di marca laziale. Prima Pin e poi ancora Amarildo infieriscono su un Napoli stordito e completamente in balia degli avversari che sfioravano il 4-0 finale con Troglio che centrava il palo.

IL TABELLINO

LAZIO: Fiori, Bergodi, Sergio (84′ Beruatto), Icardi, Gregucci, Soldà, Di Canio, Troglio, Amarildo, Pin G., Bertoni (87′ Piscedda). A disp. Orsi, Nardecchia, Monti. All. Materazzi

NAPOLI: Di Fusco, Ferrara (46′ Carnevale), Francini, Crippa, Alemao, Baroni, Fusi, De Napoli, Careca, Maradona, Mauro. A disp.: Giuliani, Corradini, Renica, Zola. All. Bigon

Arbitro: Agnolin (Bassano del Grappa)

Marcatori: 36′ Amarildo, 77′ Pin, 81′ Amarildo

Ammoniti: 6′ Di Canio, 43′ Careca, 44′ Icardi, 82′ Amarildo

Spettatori: paganti 10.818, incasso 383.195.000 lire; abbonati 6.716, quota abbonati 293.020.000.

 

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