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INTERVISTA A BUCCIONI LAZIO. I MOTIVI DELLE MIE DIMISSIONI



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Intervista al Presidente dimissionario della Società  Sportiva Lazio, Antonio Buccioni.

Come un fulmine a ciel sereno, una notizia che ha scosso tutto il mondo Lazio. Dopo tredici anni, Antonio Buccioni si dimette da Presidente Generale della Società Sportiva Lazio, abbandonando il comando della più vasta polisportiva d’Europa con le sue settanta e oltre discipline sportive.

Per capire meglio le ragioni di tale decisione, la nostra redazione ha contattato Buccioni, un vero uomo di sport. Il portabandiera dei nostri valori: da Bigiarelli a Vaccaro, da Nostini fino all’Ente Morale. Buccioni è sempre stato presente, segue con vivo interesse le attività delle tantissime sezioni della Polisportiva (forse alcune – una netta minoranza – in verità andrebbero ristrutturate radicalmente), e sopratutto è stato un dirigente abile nel gestire qualche frizione interna e i potenziali conflitti legati soprattutto alla gestione del Sodalizio.

Perché Antonio Buccioni si dimette non essendoci all’interno del Sodalizio alcuna problematica? Qual è il motivo? A queste domande abbiamo cercato di dare risposta contattando in esclusiva il massimo dirigente, che ci ha spiegato i motivi che lo hanno portato a questa dolorosa decisione.

“Adesso è il momento di prendere certe decisioni. Con la fine di tantissime attività sportive e in attesa di quelle della prossima stagione. Soltanto la sezione Beach Soccer sta gareggiando, dominando la scena nazionale grazie ai nostri fantastici atleti. Non si può più lavorare così, adesso basta. Una società come la nostra lasciata sola dalle istituzioni. Adesso è il momento di denunciare che la Polisportiva ha carenza d’impianti, va avanti con poche risorse e con dei vincoli burocratici talvolta soffocanti. In questo modo, il movimento nel suo complesso, è costretto ad operare costantemente al di sotto dei livelli minimi della decenza.”

Poi Buccioni rincara la dose: “Io non posso più adeguarmi a questo trend che disprezzo. Una classe politica assente e un ceto imprenditoriale in doppio petto, desolantemente pregno di miseria socio culturale. La Lazio merita molto di più di quello che non ha ricevuto e che non riceve”. 

Lotito l’ha sentito? “No, ma nessuno deve avere la presunzione di pensare che questa decisione sia connessa, in qualche misura, a beghe interne alla polisportiva. Tanti mi dicono se la sezione Calcio potrebbe far da traino per le altre, ma non funziona così. Il calcio non può fare l’ente erogatore di tutta la polisportiva, anche perché è vero che ha molti più introiti, ma anche – eccezionali – maggiori spese. Ribadisco: la mia decisione non scaturisce minimamente da pretese fantomatiche, diatribe all’interno del sodalizio. Il mondo Lazio invece è unito e coeso.”

La paura dei tesserati e dei tantissimi tifosi biancocelesti è che il dopo Buccioni possa rivelarsi oscuro ma il Presidente dimissionario ci tiene a sottolineare che Il 10 luglio ci sarà il consiglio generale che fra le varie tematiche, prevede anche la discussione sulle motivazioni che hanno portato alle mie dimissioni. I laziali rimangano in ogni caso tranquilli, all’interno della polisportiva ci sono tanti dirigenti bravi, competenti e dotati di molta esperienza, loro sapranno cosa fare. Non preoccupatevi, sono passati tanti e tutti sono stati uomini di passaggio. La Lazio è eterna e non morirà mai.”

Davide Sperati

 

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