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Igli Tare si racconta tra passato e progetti futuri (1^ PARTE)



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In una lunga intervista il ds della Lazio Igli Tare si racconta tra passato e progetti futuri. 25 anni di carriera nel mondo del calcio, prima da calciatore poi da dirigente. Intervenuto ai microfoni di RTSH  Tare si racconta tra passato e progetti futuri partendo proprio dall’arrivo alla Lazio: “È stato un peccato essere arrivato qui quando avevo 32 anni, verso la fine della mia carriera da calciatore. Sarebbe stato bello vivere prima questa esperienza, come fatto da Berisha, Cana o Strakosha”.

LA CRESCITA CON LOTITO

“Alla Lazio mi sono formato professionalmente, sia come calciatore che come uomo. Il rapporto con la squadra e il presidente Lotito è migliorato di anno in anno, fino a quando è arrivata ​​la pazza proposta della carica di direttore sportivo. Allora sapevo di non essere ancora formato per svolgere quella professione e rienevo l’idea pazzesca. Ho pensato che non ci fosse nessuna logica nel diventare direttore del club. Le parole del presidente furono significative. Mi disse: ‘Ti offro la possibilità di uscire da questa porta per riflettere e tornare da direttore di un grande club. Sta a te la decisione, sei ancora un ragazzo inesperto, ma spero che mi ricompenserai’. È stata una grande sfida, ma le sfide mi hanno sempre attratto”.

I RICONOSCIMENTI

“Sono soddisfatto di ricevere tanti riconoscimenti a livello professionale, anche se la strada da fare è ancora molto lunga. La cosa importante è che l’aspettativa nei miei confronti sia alta. Rappresenta una grande responsabilità e deve essere vissuta con il giusto equilibrio. I premi rappresentano degli incentivi ad andare avanti sempre con più voglia. Per quanto riguarda la mia immagine legata all’Albania, sento dentro di dover rappresentare al meglio il mio paese. Sono cose normali dal punto di vista professionale”.

SU BROCCHI 

Brocchi è stato il mio primo acquisto. E’ stato molto importante per l’esperienza che aveva fatto al Milan e il modo in cui si è inserito nello spogliatoio. Fin dal primo anno abbiamo vinto Coppa Italia e Supercoppa, quest’ultima contro l’Inter che poi andò a fare il triplete”.

SU CANA 

Muslera aveva accettato di estendere il contratto, ma poi per qualche motivo non l’ha fatto. Aveva un accordo con il Galatasaray e in quel momento Cana giocava al Galatasaray. Ho preso Cana, che nell’inserimento è stato aiutato dal fatto che aveva già molta esperienza”.

IL CLUB

“Cerchiamo di aumentare il prestigio del club e i valori di questa squadra. La Lazio ha una grande storia, ma negli ultimi anni abbiamo dovuto affrontare anche situazioni complicate. In un club è come a casa, i soldi vanno gestiti nel modo migliore possibile. Ci sono stati dei momenti molto difficili”.

SU STRAKOSHA

“All’inizio avevamo stabilito che sarebbe stato sottoposto a un test per una settimana. Più tardi ci fu un contatto con la Roma, ma Strakosha aveva già deciso di giocare con la Lazio “.

SU INZAGHI

“Avevamo in programma che Inzaghi sarebbe diventato l’allenatore della Lazio. Ma volevamo evitare il rischio di bruciarlo: essendo un tecnico giovane, in caso di risultati negativi poteva anche avere dei contraccolpi”.

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