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Signori cuore laziale: “Amore fortissimo coi tifosi”. Poi svela un simpatico aneddoto su Mazzone e sui consigli a Neymar



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Oggi ricorre il 50° compleanno di un idolo del popolo laziale, re Beppe. Signori cuore laziale ha raccontato la sua esperienza in biancoceleste dal suo arrivo fino al suo addio.

Signori cuore laziale si è raccontato alla Gazzetta dello Sport: “A Roma ho vissuto un amore fortissimo. Scesero in 5mila in piazza per evitare la mia cessione al Parma. E pensare che all’inizio avevo paura, dovevo sostituire Ruben Sosa che fece 40 gol in 4 anni. Invece ne segnai 49 nella metà del tempo. Alla Lazio capii le parole di Zeman: ero un bomber”. Sui motivi del suo addio da Roma:In una partita di Coppa Uefa del 1997, Eriksson mi fece scaldare per 45 minuti, poi non mi mandò neanche in campo. Ero il capitano e sognavo di superare il record di Piola, non meritavo quel trattamento. Quella volta girai con la macchina fino alle sei del mattino con le lacrime agli occhi”.

GLI “INSULTI” DI MAZZONE E I CONSIGLI A NEYMAR

Il destino volle che quando Signori andò via la Lazio iniziò a vincere: “Sono capocannoniere della Coppa Italia 97/98, quel trofeo lo considero mio. Dopo lo Scudetto del 2000 il presidente Cragnotti organizzò un’amichevole col Bologna per coinvolgermi. Non me ne sono mai andato”. Poi gli anni a Bologna: Mazzone era l’uomo giusto per ripartire dopo il trauma alla Lazio. Segnai la prima marcatura dopo una lunga astinenza proprio contro la sua Roma. Mi disse: “Mortacci tua, mi hai fatto esultare al goal di un laziale contro la Roma.

Peculiarità di Beppe gol era calciare i rigori da fermo: “L’idea mi venne osservando un trofeo di freccette. Lì è necessaria solo la forza e la precisione. Un anno fa mi chiamò il Barcellona per dare consigli a Neymar che da quel momento ha siglato tutti i penalty”. Su un suo possibile ritorno al calcio:Sono radiato dal 2011 per lo scandalo scommesse, ho preso l’ergastolo sportivo. Dopo 7 anni il processo penale non è ancora iniziato. Mi auguro di uscirne innocente, posso dare ancora qualcosa al calcio e ai giovani. Se sono innocente? Sicuro non sono il capo dei capi”.

SIGNORI E IL SOGNO DI ANDARE SOTTO LA CURVA NORD

Signori ha parlato anche ai microfoni di Radiosei: Rifiutare la cessione al Parma fu la scelta più giusta, sono stato ripagato dall’affetto dei tifosi della Lazio. Li ringrazio, mi hanno sempre dimostrato grande amore, ho cercato di ricompensarli con tanti gol. Ancora oggi quando ripenso alla gente in piazza per evitare la mia cessione mi emoziono, se ripenso a quel tifoso incatenato mi vengono le lacrime agli occhi. Spero un giorno di poterli salutare da vicino, andando sotto la Curva all’Olimpico.  Il gol più bello è stato quello in Lazio-Inter, scelgo questo per potenza, forza e precisione quello. Ma anche quello contro il Torino spalla a spalla con Bruno e quello sotto la traversa con la Juventus non sono stati male.

Mi sono trovato bene con tanti compagni di squadra, ovviamente con Rambo, con Casiraghi, con Boksic. Sono stato tre volte capocannoniere, questo anche perché avevo intesa con i miei compagni di reparto. Hanno chiamato in tanti per farmi gli auguri, tanti che hanno giocato insieme a me. Questi 50 anni li festeggio con la speranza di poter un giorno lavorare con i giovani. Quando ero ragazzino mi scartarono, penso di poter dare tanto in questo senso”

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