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SUPERCOPPA – Casiraghi: “Squadre con grandi potenziali, è difficile fare un pronostico”



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Un idolo, che solo per pochi centimetri non è diventato un eroe. Nel 1998 Pier Luigi Casiraghi poteva essere l’uomo del destino. La Lazio, impegnata nella finale di ritorno di Coppa Italia con il Milan, era in vantaggio per 2-1, ma sconfitta 1-0 nella gara di andata aveva bisogno di un altro gol per aggiudicarsi il trofeo. «Tyson», come Casiraghi veniva soprannominato dai tifosi biancocelesti, si ritrovò solo contro Sebastiano Rossi ma colpì il palo. «Ci restai malissimo, ho rischiato di portarmi dentro la delusione per anni». Poi però il 3-1 arrivò lo stesso grazie a Nesta e la coppa i biancocelesti la vinsero ugualmente. Pochi centimetri però e l’eroe sarebbe stato lui, Casiraghi, che quell’estate fra l’altro lasciò la Lazio per trasferirsi al Chelsea. «Ho smaltito la delusione per quel palo in pochissimi minuti proprio grazie al gol realizzato da Alessandro. Alla fine quel che conta è solo il risultato di squadra. E quell’anno meritavamo di vincere, lo meritava quel pubblico. È andata più che bene così». Raggiunto dai microfoni de La Gazzetta dello Sport, il doppio ex Gigi Casiraghi ha toccato diversi argomenti tra cui anche la Supercoppa.

Quattro anni di Juve e cinque di Lazio: quale club le è rimasto più nel cuore? «Sono state le due squadre più importanti della mia carriera, sono legato a entrambe. Con la Juventus ho vinto due volte la Coppa Uefa e una volta la Coppa Italia, con la Lazio solo una Coppa Italia, ma il rapporto è stato forse più intenso. Quello biancoceleste per me è effettivamente stato un club molto, molto speciale».

La Lazio nelle amichevoli ha sempre vinto, la Juventus ha stentato: è significativo? «No, quando le partite contano davvero cambia tutto. Però è la prima vera gara stagionale. Le due squadre non sono ancora rodate, quindi può succedere di tutto. E poi Inzaghi ha fin qui dimostrato di essere un tecnico davvero molto preparato».

La Juventus però resta favorita: «Sì, ma sono sinceramente convinto che il risultato non sia per nulla scontato. Le due squadre non sono al completo, la Juventus ha cambiato moltissimo in estate. Non ha ancora sostituito Bonucci e forse in società valuteranno proprio queste partite per capire se intervenire sul mercato oppure no. Quella bianconera è una squadra ancora in fase di costruzione».

La Lazio così le piace? «L’anno scorso la squadra ha fatto bene, e Leiva è al livello di Biglia. Sono curioso di vedere Marusic. Ma la Lazio non si è indebolita. Poi in attacco ha Immobile, che ha dimostrato di essere uno dei migliori attaccanti in Italia. L’anno scorso ha segnato tantissimo, ed è importante perché nelle due stagioni precedenti non aveva fatto benissimo. Oggi, rispetto a un anno fa, parte sicuramente con maggiore fiducia».

Chi deciderà la partita? «Ripeto, secondo me sarà una finale equilibrata, quindi fare un pronostico non è semplice. Entrambe le squadre hanno un grandissimo potenziale offensivo. Higuain, Immobile, Dybala, Felipe Anderson, Mandzukic e Keita. Fare un nome solo sarebbe come fare una scommessa. Quello che spero è che sia una gara aperta e combattuta. Spero che ci siano tante occasioni da gol. Il calcio è bello quando ci sono tante emozioni, specie nelle finali».

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