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Ancora una volta l’obiettivo è solo VINCERE: la Lazio lo deve fare per se stessa, per tenere alto il morale e questa splendida aria di positività che FINALMENTE si respira attorno alla squadra biancoceleste dopo tanto, stomachevole, scetticismo di pancia. Inzaghi vuole far vedere a tutti che se adesso la Lazio è bella e concreta con il ritorno dell’asse portante (de Vrij, Bastos e Biglia) può diventare splendida. Certo, non sarà facile visto che domani pomeriggio i biancocelesti saranno impegnati in una gara molto difficile: all’Olimpico (ore 15), infatti, arriverà il Sassuolo di Eusebio Di Francesco, voglioso di riscatto dopo “l’indigesta” sconfitta contro i giallorossi di Spalletti. Un bel banco di prova per i ragazzi di Inzaghi chiamati a confermare quanto di bello stanno facendo andando oltre le aspettative di molti (ovviamente a parte coloro che hanno creduto fin da subito nelle potenzialità di questa squadra). L’ultimo sforzo di una settimana molto intensa a livello fisico, poi si potrà tornare a lavorare con calma.

LAZIO COOPERATIVA DEL GOL – “L’unione fa la forza”: potrebbe essere questo lo slogan per il primo scorcio di campionato dellaLazio. Già, perché i biancocelesti, come evidenziato dal giornalista Mario Sconcerti domenica scorsa, comandano una graduatoria molto interessante: quello dei giocatori mandati in gol. In queste prime dieci giornate di Serie A, sono ben 11 i marcatori diversi in casa biancoceleste: Ciro ImmobileKeita, Lulic, Milinkovic-Savic, Radu, de Vrij, Lombardi, Hoedt, Cataldi, Murgia, Felipe Anderson hanno dato il loro contributo siglando un centro a testa. Nessuno ha fatto meglio. Un grande merito di mister Inzaghi, capaci di far un gioco che, seppur non ancora sublime, è in grado di portare a segno tanti giocatori diversi.

BENEDETTA GIOVENTÙ – Mercoledì sera nell’undici iniziale, così come a Torino, figuravano sei under 23: Patric, Wallace, Hoedt, Anderson, Cataldi e Keita. Poi, nelle due gare, sono entrati Murgia, Lombardi, Prce e Leitner. A San Siro aveva esordito Strakosha, collezionando tre gare da titolare (due delle quali rimasto imbattuto). Fiore all’occhiello inoltre le segnature dei debuttanti provenienti dal settore giovanile: Lombardi a Bergamo festeggia esordio e primo gol in A, Murgia a Torino va in rete cinque minuti dopo il suo ingresso. Sono i jolly del mister che li conosce bene e non stanno scalando le gerarchie per riconoscenza, ma per merito. Inoltre in rampa di lancio è pronto quel Rossi che in Primavera ha segnato 12 gol in 8 partite.

UN PRECEDENTE DA AMARCORD – Come precedente di questa partita abbiamo scelto ancora una volta, visto l’illustre paragone tra questa Lazio e quella di Pioli (almeno nei numeri), una partita giocata proprio con l’ex tecnico biancoceleste: Lazio-Sassuolo 3-2 stagione 2014/2015. Una partita dai ricordi agro-dolci: dolci perché evoca ricordi di una Lazio che cominciava ad incantare il popolo biancoceleste; amari perché grandi protagonisti di quella partita furono 2 giocatori che ora non ci sono più (Mauri e Candreva) e un altro che c’è tutt’ora nella rosa biancoceleste ma che ora si trova in un tunnel senza fine (Djordjevic).

Lazio: Marchetti; Cavanda, Cana, De Vrji, Braafheid; Onazi, Mauri (52′ Ciani), Parolo; Candreva (77′ Felipe Anderson), Djordjevic (87′ Klose), Lulic

Sassuolo: Consigli; Gazzola, Cannavaro, Antei, Peluso; Biondini (51′ Missiroli), Magnanelli, Taider (64′ Longhi); Berardi, Sansone N.(70′ Floro Flores), Zaza

Marcatori: 9′ Mauri; 25′ Djordjevic; 26′ Berardi; 35′ Candreva; 50′ Berardi (rig.)

Ammoniti: Onazi, Cannavaro, Marchetti

Espulsi: Cana al 49′; Peluso al 61′

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