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Fiore: “Dalla Lazio non mi aspetto grandi cose. Immobile è ciò che serviva”



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Stefano Fiore si è detto ottimista sul prosieguo del campionato della Lazio: “Una squadra con una sola competizione importante non ha bisogno di una rosa così allargata. La Lazio potrebbe essere avvantaggiata dall’unico impegno. Ma ci sono tante realtà che lavorano benissimo come il Sassuolo che si affaccia quest’anno all’Europa. La Lazio ha comunque tutte le possibilità per provare ad inserirsi. Dietro Juve, Roma e Napoli non vedo una squadra così superiore alle altre. Il Toro è stato allestito con raziocinio, il Milan sta facendo bene e l’Inter è ancora in costruzione. I biancocelesti possono giocarsela se hanno continuità di risultati e fanno qualcosina nella finestra di gennaio”.

Queste le parole dell’ex centrocampista biancoceleste a Radiosei, che poi ha elogiato la società: “Dopo tante stagioni sotto la gestione Lotito possiamo dire che la società in alcuni casi sia stata anche lungimirante. Ha trovato giocatori che si sono poi rivelati scelte azzeccate. La sensazione è che si voglia costruire una squadra di livello non altissimo con un occhio al bilancio. Non mi aspetto perciò grandi cose. Anche nell’anno in cui bisognava fare uno sforzo, quello del preliminare di Champions con Pioli, è mancato il salto di qualità.L’Europa League non ti consente quel passo in avanti economico necessario per avvicinarsi alle grandi”.

Fiore tira le orecchie all’allentore biancoceleste: “Non sono sorpreso da Inzaghi. Lo sono stato soltanto quando, in un momento a mio parere poco adeguato e senza i giusti interpreti, ha deciso di cambiare modulo. Sta facendo comunque molto bene e avrà avuto le sue buone ragioni per farlo. In panchina me lo aspettavo così: è sempre stato attento e preciso. Anche in campo non stava mai fermo, forse parlava anche troppo (ride, ndr). Da fuori poi è sempre complicato giudicare”. Sul bomber della Lazio: “Immobile è stato un acquisto azzeccato: la Lazio è stata brava a scommettere sul suo valore e soprattutto sulla sua voglia di riscatto. Nelle ultime stagioni non aveva brillato, a Dortmund e Siviglia era uno dei tanti. Bisogna avere memoria storica e puntare su un giocatore che ha voglia di ritornare a imporsi in Italia è una mossa intelligente. È quello che serviva alla Lazio”.

Su Felipe Anderson: “Felipe non è ancora quello della Lazio di Pioli. Quell’anno era in una condizione mentale molto differente, nessuno si aspettava che potesse fare determinate cose. Quando esplodi hai un approccio diverso, poi è diventato Felipe Anderson e tutti hanno imparato a conoscerlo. Non è ora sugli stessi livelli tecnici, ma è tornato a calarsi bene nella realtà in cui si trova. Pur non essendo sempre efficace, sta avendo l’atteggiamento giusto. Ha qualità importanti e adesso ci aspettiamo che dimostri il suo valore”. Infine sul Torino, prossimo avversario della Lazio: È una partita difficile, il Torino da qualche anno lavora in maniera egregia. Prende sempre giocatori bravi e funzionali alle qualità dell’allenatore, questo è un sinonimo di grande progettualità. Ognuno fa la propria parte e la squadra sta attraversando un buonissimo momento. Mihajlović potrebbe essere visto come un rimpianto per la Lazio. Non so però se a livello caratteriale poteva sposarsi con il presidente, proprio come Bielsa. Non è un allenatore che scende a compromessi, per questo lo vedo meno adatto alla Lazio. Se dovessi scegliere una rosa tra le due, preferirei quella del Toro. Vedo un progetto con giocatori giovani e bravi su cui lavorare. Credo sia la società ideale per qualsiasi tecnico”.

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