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Ag. Germoni: “E’ un piccolo Florenzi. Lo vuole Brocchi al Brescia. Occhio al talento Cesaroni”



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Uno delle più belle sorprese del ritiro di Auronzo è sicuramente il terzino sinistro Luca Germoni. Il ragazzo ha ben figurato sotto gli occhi di mister Inzaghi come ha sottolineato il suo agente Maurizio Tonicchi: “Luca ha un carattere che riesce ha controllare molto bene le emozioni. Stava per esordire in Serie A con il Palermo ed era molto tranquillo. Mi fa piacere che molti siano rimasti entusiasmati dalle capacità di Luca. È molto duttile, io lo chiamo piccolo Florenzi. Può avere un futuro, ma deve restare con i piedi per terra. Sulla serietà del ragazzo non si discute. Ha tutti gli ingredienti giusti per togliersi tanti sassolini nel mondo del calcio. Ma deve stare attento e essere umile: c’è una lista di calciatori passati a Formello che erano stati etichettati come predestinati, ma ora purtroppo sono in categorie molto più basse, per esempio Rozzi”.

Tuttavia Germoni non resterà nella Lazio in questa stagione: “Con l’arrivo di Lukaku, abbiamo bisogno di mandare Luca a fare esperienza altrove, ci sono due o tre trattative per portare Luca in Serie B. Il Brescia è la squadra più vicina, è una grande società e una grande opportunità, Brocchi stima il ragazzo ed è un privilegio per noi. Così come lo sarebbe andare a Salerno o a Vercelli, cerchiamo una piazza giusta per far crescere Luca e farlo tornare più forte di prima. Sta diventando difficile piazzare giocatori verso squadre professionistiche, ma Germoni è molto richiesto. Lui è laziale, ha fatto 11 anni nelle giovanili del club biancoceleste, è uno dei pochi. La società deve rivoluzionare il settore giovanile, l’Empoli si sta muovendo bene in questo senso”

Queste le parole di Tonicchi a Radiosei, che poi ha parlato di un altro prospetto interessante: La Lazio ha preso un 2002, strappandolo alla Roma, è stato un grande colpo. Parlo di Cesaroni.  È stato un investimento di prospettiva. Gioca un calcio spettacolare, è molto forte. Prodotto del vivaio nazionale e non straniero. Spesso chi arriva dall’estero trova subito spazio a danni di altri calciatori cresciuti nella Lazio. Keita per esempio è stata un’operazione perfetta, ma non puoi pretendere sempre di fare colpi del genere. si prendono sempre molti calciatori specciandoli per fenomeni, poi vengono qua, si fanno tre anni, prendono bei soldi e vanno via”.

Infine su Cataldi: Non è un mio assistito ma lo conosco molto bene ed è difficile che Danilo vada a giocare nel club toscano. Fece un grande campionato primavera, poi andò a Crotone, tornando più forte. Lui ha già fatto il suo percorso ora speriamo che abbia spazio a disposizione nella Lazio per migliorare ancora”.

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