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Pirlo: “La Spagna ci teme ma domani ci mancherà Candreva”



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“Non credo che l’Italia abbia così tanta tanta nostalgia di me” – dichiara Andrea Pirlo a La Gazzetta dello Sport – “Sta facendo bene anche senza Pirlo. E farà bene, vedrete. Io, invece, ho tanta nostalgia della Nazionale, ma lo sapevo già. Anche se solo quando ti metti davanti alla tv e senti ancora adrenalina addosso capisci quanta ne hai. Italia-Spagna arriva troppo presto: la ‘Roja’ avrebbe dovuto vincere il suo girone, poteva essere una bella finale. E anche una bella rivincita per noi, ma una rivincita vale anche negli ottavi. Siamo abituati: quattro anni fa Inghilterra, Germania e Spagna, una dietro l’altra. Magari è buon segno. Secondo me i più preoccupati sono gli spagnoli: giocare contro l’Italia non è mai facile, e contro questa Italia neanche. Sono i favoriti perché fanno ancora il calcio migliore, però adesso contro di loro puoi provare a giocare. All’ultimo Europeo era quasi impossibile”.

Anche per Pirlo l’Italia è un mix fra Atletico Madrid e Barcellona: “Sì, perché l’Italia sa difendersi bene come l’Atletico, ma come il Barcellona sa attaccare in modo superorganizzato, con giocate fatte a memoria. Il 3-5-2 ti aiuta a coprire bene il campo e a mettere molta pressione sul portatore di palla: non lo diciamo solo io e Xavi che per loro è un sistema fastidioso, lo dicono la prima partita dell ’ Europeo 2012 in Polonia, l’Olanda, il Cile. Lo dice la storia. Dopo essermi allenato per tre anni con Antonio Conte: poter lavorare tutti i giorni con la squadra gli permette di dare una sua impronta precisissima. Organizzazione: uno o l’altro per lui non cambia niente, ogni giocatore sa quello che deve fare fino al più piccolo dettaglio. E la sensazione che hai, quando poi vai in campo, è di poter fare male all’avversaria in qualunque momento”.

Sulla mancata convocazione: “Io credo che ognuno di noi abbia un dovere, ad un certo punto: rendersi conto di quanti anni ha e di che cosa può dare. Dunque se fai una scelta come quella di giocare in America, pensi prima a che cosa vai incontro: se la mia priorità fosse stata l’Europeo, sarei stato un altro anno alla Juve. Nel momento in cui ho deciso di andare a New York, automaticamente le cose fra me e il c.t. sono state chiare: ‘Se ha bisogno di me ci sono, se chiama qualcun altro la capisco’. Non vedendomi spesso come gli altri, Conte non poteva conoscere le mie condizioni come quelle degli altri. E ha chiamato degli altri”. Bene Ventura per il dopo Conte: “Ha più o meno le stesse idee: mi pare l’allenatore giusto per portare avanti un progetto fondato anche sulla valorizzazione di un nuovo ciclo di giovani, che crescono bene. Verratti è il più simile a me? Forse. Di sicuro sarà il prossimo leader dell’Italia: ha tutto per esserlo. In Europa sinceramente non vedo giocatori che mi assomigliano: per fortuna, vederne uno adesso forse mi dispiacerebbe ancora un po’. Punizioni? Dovrebbero batterle Candreva, che ha un buon calcio ma mancherà contro la SpagnaInsigne che ha buone soluzioni. Primo rigorista De Rossi, oppure Bonucci: gente abituata ad avere delle responsabilità”.

 

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