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LA CRONACA – Sampdoria Lazio 2-1. Decisiva la rete dell’ex Diakitè ma Candreva spreca un rigore



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GENOVA – La Lazio perde la sfida del Marassi contro la Sampdoria e dice addio alle residue speranze europee. La decide Diakitè dopo le reti nel primo tempo di Djordjevic e Fernando. Per i biancocelesti non pochi rimpianti visto il rigore sbagliato da Candreva sul finire del primo tempo e i tanti errori in fase offensiva.

IL RITORNO AL GOL DI DJORDJEVIC – Il primo pericolo per i biancocelesti arriva dopo un minuto di gioco: Quagliarella crossa sul secondo palo dove Muriel calcia in porta da posizione defilata e Marchetti respinge col piede. Gol sbagliato, gol subito: Candreva si invola sulla fascia destra e crossa al centro dove Djordjevic svetta di testa e realizza lo 0 a 1. Ritorno alla rete per il serbo dopo quasi 7 mesi di astinenza. All’11’ i capitolini sfiorano il raddoppio con un contropiede orchestrato da Konko e rifinito da Keita che entra in area palla al piede ma calcia di poco a lato. La risposta della Samp è nei piedi di Muriel che fa tutto da solo e ci prova dal limite dell’area ma il suo tiro è debole e viene facilmente bloccato dal portiere biancoceleste. Rapido ribaltamento di gioco con Keita che scatta sul filo del fuorigioco e serve al centro Candreva che tutto solo di fronte a Viviano sbaglia il primo controllo e permette a Dodò di recuperare e di murare il suo tiro. Sprecata una chiara azione da gol che avrebbe permesso alla Lazio di incrementare il vantaggio.

LA LAZIO SPRECA, LA SAMP PAREGGIA – Al 19′ solita dormita della difesa capitolina, ne approfitta Fernando che si inserisce in area e punisce Marchetti riportando il punteggio in pareggio. Due minuti dopo Muriel fa tremare la Lazio con una punizione insidiosa che sibila il palo. Un altro brivido per la Lazio, ma è Keita  a far tremare il Marassi. Il senegalese è bravissimo a imbucarsi in area ma il suo destro viene deviato fuori da un intervento prodigioso di Viviano. Mani nei capelli per il numero 14 biancoceleste e altra occasione sprecata per gli aquilotti. Ancor più clamoroso qualche minuto dopo quando Candreva sbaglia il rigore procurato da Keita. Bravo Viviano a intuire il palo e a bloccare il pallone, ma il rigore di Candreva non era irresistibile. Finisce così il primo tempo, tanti rimpianti per la Lazio incapace di concretizzare le tante occasioni da rete create.

LAZIO PUNITA DALL’EX – Il secondo tempo è povero di emozioni. Inzaghi inserisce Felipe Anderson al posto di uno stanco e demotivato Candreva. Al 68′ il solito Keita si invola sulla sinistra e serve al centro Djordjevic che cicca clamorosamente la palla. Un assist invitante sprecato malamente dal numero 9 biancoceleste. Al 78′ il dio del calcio punisce la Lazio rea di aver sprecato tante occasioni e la Samp trova la rete del vantaggio in maniera a dir poca rocambolesca. Sugli sviluppi del calcio di punizione Silvestre colpisce di testa ma si vede negare il gol da un grande intervento di Marchetti, la palla però si alza a campanile e ricade in area dove si avventa Diakitè che col ginocchio spinge la palla in rete. Inutile la seconda parata del portiere capitolino che riesce a respingere la palla quando ha già varcato la linea di porta. Rizzoli assegna la rete con l’ausilio della goal line technology. I padroni di casa gestiscono la partita fino al triplice fischio. Ultimo sussulto degli aquilotti con Biglia che su punizione impensierisce l’ottimo Viviano. Finisce 2 a 1 per i blucerchiati. Lazio sprecona può recriminare solo con se stessa. Unica nota positiva l’ottima condizione di Keita, giocatore su cui si dovrà costruire la Lazio della prossima stagione.

Fabrizio Piepoli

 

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