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Operazione Fuorigioco: La caduta degli Dei del calcio



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Un altro faldone da spolverare, con tante incognite e probabilmente l’inizio (o il prosieguo) dell’ennesima girandola di polemiche, scandali, comunicati mediatici di scagionamento e pillole su pillole di indigesto mal calcio da ingoiare, con annessi e connessi strafalcioni dei plenipotenziari.

ANALISI – L’operazioneFuorigioco, di fatto si va a collocare davanti agli scandali degli ultimi anni, ad un Calciopoli bis, o tris, dipende da quanto sia ampio il vostro stomaco da sopportare ed ingerire gli ultimi due lustri di indecenti e quantomai irrispettosi accadimenti “non sportivi”. Sono passati esattamente dieci anni, mese più o mese meno dall’inizio della fine del calcio non giocato.

2006 – La procura di Torino che era in essere il Pm Raffaele Guariniello, già noto per precedenti indagini nel mondo del pallone aprì, senza concludere apparentemente nulla, l’inchiesta guarda caso denominata “Offside“, che si sul momento non ebbe riscontri immediati, ma permise di recuperare ed inviare del materiale, ritenuto rilevante sul piano disciplinare, alla FIGC. A partire dal 2 Maggio di quell’anno, con la stagione calcistica appena conclusasi, ci fu la pubblicazione delle prime intercettazioni telefoniche relative agli anni 2004 – 2005. Nel giro di pochi giorni arrivarono le dimissioni di Franco Carraro, allora presidente delle FIGC e di uno dei suoi vice, Innocenzo Mazzini, del presidente dell’AIA Tullio Lanese e dei due principali dirigenti della Juventus, il direttore generale Luciano Moggi e l’amministratore delegato Antonio Giraudo (seguite poi da quelle dell’intero consiglio d’amministrazione della società torinese). Dopo essere stato deferito dalla Procura Federale, si dimise anche il presidente della Lega Calcio Adriano Galliani. Il Comitato Olimpico Nazionale Italiano decise di commissariare la Federcalcio, nominando l’avvocato Guido Rossi come commissario.

2010 – La procura questa volta affidata a Stefano Palazzi, effettuò nuove indagini relative alle ulteriori intercettazioni telefoniche emerse durante il procedimento penale in corso presso il Tribunale di Napoli, giudicate non rilevanti nel processo sportivo del 2006. A chiusura delle indagini Palazzi trasmise alla FIGC una relazione, resa pubblica il 1 luglio 2011, nella quale venivano contestate violazioni a diversi tesserati. In particolare risultarono coinvolti per violazioni all’art. 6 dell’allora vigente Codice di Giustizia Sportiva tre squadre: il Milan, il Livorno e l’Inter e altre otto società: Chievo, Cagliari, Empoli, Palermo, Reggina, Vicenza, Brescia Udinese. Nel caso dell’Inter, quello che ebbe il maggior risalto mediatico fu il coinvolgimento dell’allora presidente Giacinto Facchetti, nel frattempo scomparso, e l’azionista di riferimento, oltre che predecessore e successore di Facchetti alla presidenza, Massimo Moratti.

2016 – ? Quali saranno le trame, i protagonisti e i voltagabbana di questa, che possiamo proprio definirla così, trilogia dei tempi moderni (nemmeno Peter Jackson o la Rowling avrebbero partorito un simile “capolavoro”) solo il tempo potrà effettivamente dircelo. Siamo soltanto al secondo giorno dallo scoppio dello scandalo e quindi non ci resta che aspettare che gli eventi si susseguano in quella famosa “girandola” sopra citata.

CONSIDERAZIONI FINALI – I mal capitati in tutta questa faccenda sono, come al solito tutti coloro che di effettivo potere ne hanno poco, o perlomeno lo sfruttano male, e male vengono veicolati, ovvero i “tifosi”. Il nostro focus è sempre sul rettangolo verde, sul pallone che speriamo possa insaccarsi da un momento all’altro e sul bel gioco della nostra squadra. Che sia una vittoria o una sconfitta, c’è o ci sarebbe voglia di poter pensare che il risultato della partita giocata possa essere figlio di un solo match, e per di più disputato in un campo di calcio, e non nelle stanze dei più loschi uffici nei centri delle metropoli. Anziani, giovani, lavoratori, disoccupati, disabili, Curva Nord e Curva Sud, siamo tutti alla fine della fiera coloro che foraggiano questo sistema. L’idea che il denaro che tutti noi, con più o meno fatica investiamo per una passione, un’emozione, la voglia di stare insieme e i colori della maglia del cuore venga poi “reinvestito” e veicolato per altri e di gran lunga meno lusinghieri propositi, oscura, e non poco quella passione irrefrenabile che ci accomuna.

Forse troppo risalto mediatico è stato dato a questi “signori”, figure che nel buio si muovono con passi felpati e ben calibrati, e la considerazione infine che le loro trame e i loro poteri dovrebbero essere di gran lunga circuiti e frenati. Perché oggi più che mai questa è la dimostrazione che quanto più grande e il potere a disposizione, tanto più pericoloso né sarà l’abuso e tanto più chiara né sarà la natura ed il carattere dello stesso.

Come disse Orazio in un proverbio latino, Ab ovo usque ad mala, che letteralmente vuol dire: “Siamo arrivati alla frutta”.

 

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