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Oddo: “La Lazio non deve perdere di vista l’obiettivo europeo. Cessione Candreva? Sì, purché…”



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172 gare e 17 reti con la maglia biancoceleste: Massimo Oddo è stato sicuramente uno dei giocatori più importanti della prima era Lotito. Con la Lazio ha anche vinto una Coppa Italia e ha indossato la fascia da capitano. Intervenuto alla trasmissione di Danilo Galdino I Laziali Sono Qua, in onda su Elle Radio 88.100 fm, Oddo ha parlato della sua ex squadra: “Premetto che non ho visto il derby perché ero in aereo, forse è stato un bene (ride, ndr). Mi pare che la prestazione non sia stata esaltante. Conosco bene l’ambiente e il significato del derby e so che quando lo si perde non è mai bello. Tuttavia, la Lazio non deve perdere di vista l’obiettivo finale, la sconfitta ci può stare ma bisogna pensare positivo e puntare all’obiettivo a lungo termine, cioè cercare di qualificarsi in Europa”. Qualche mese fa ha fatto discutere la questione capitano, fascia che sembrava destinata a Candreva ma che poi Pioli ha deciso di affidare a Biglia. Oddo da ex capitano biancoceleste sa bene cosa vuol dire indossare quella fascia: “E’ un valore importante perché significa rappresentare una città, il blasone del club che bisogna saper rappresentare mostrando attaccamento alla squadra. Non per forza il capitano deve essere quello che sta da più tempo, ma deve essere colui che è riconosciuto leader dai compagni, deve essere un punto di riferimento per loro prima che per la società. Mauri lo conosco ed è un degno capitano, gli altri non li conosco e non posso commentare. E’ vero che qualcuno può non essere contento di non aver avuto la fascia ma poi bisogna andare oltre. In una squadra ci possono essere più leader ma solo uno può indossare la fascia da capitano. Ad esempio l’anno che indossai la fascia c’era Peruzzi che era più leader di me, però l’allenatore non voleva che il capitano fosse il portiere. Tuttavia Angelo, come tutti gli altri, hanno dato tutto per la squadra. Anche quando Nesta prese la fascia di capitano furono fatte altre considerazioni, fu fatto pensando al futuro, anche se in quella Lazio c’erano fior fiori di giocatori ma non credo nessuno si offese, altrimenti sarebbe scoppiato il pandemonio”.

Nelle ultime ore circola voce di una possibile cessione di Candreva a gennaio, un’opzione che Oddo non disdegna: “Io faccio l’esempio di Zidane ai tempi della Juve, i bianconeri lo cedettero e reinvestendo quei soldi vinsero tutti. I giocatori possono essere venduti ma l’importante è che poi vengano sostituiti adeguatamente. Se le cose sono fatte bene, la squadra può migliorare”. Poi sul patron biancoceleste, l’ex terzino pescarese ha detto: “Io vivo la Lazio da fuori e bisogna ammettere che da quando è arrivato Lotito questa società da un momento di difficoltà è diventata integra a livello societario ed economico. Quando c’ero io rischiava la B mentre da qualche anno fa buoni campionati. Però purtroppo è anche vero che la squadra fa un anno buono e un anno negativo, manca sempre il salto di qualità. La mia sensazione è che la società non voglia fare il passo più lungo della gamba, forse per le vicissitudini del passato. La società quando può spendere lo fa, mentre quando non lo può fare non lo fa, anche quando manca poco per fare il salto di qualità. Però non so dire se questo modus operandi sia giusto o sbagliato. Quando tu cresci di anno in anno, migliorando la tua posizione fino ad arrivare tra i primi quattro com’è accaduto la scorsa stagione, poi è difficile potenziare la squadra, soprattutto in questo mercato strano in cui vengono chiesti soldi esorbitanti per giocatori normali”. 

Su Pioli: “Tutti gli allenatori quando vincono sono fenomeni e dopo due partite perse si creano dei dubbi. La mia idea è che quando una società sceglie un allenatore deve supportarlo e portarlo fino a fine progetto a meno che l’allenatore non impazzisce o non è più seguito dalla squadra. Nel momento in cui si incomincia a mettere in discussione un allenatore è già una cosa negativa, la società in tal caso deve subito intervenire smentendo le voci. Io non dico che un allenatore lo devi tenere per forza per tutta la durata del contratto, ma almeno bisogna tenerlo e sostenerlo fino a fine stagione. Se la società sostiene l’allenatore lo fa anche la squadra e viceversa”.

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