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Gabriele Paparelli a “I Laziali Sono Qua”: “La curva divisa? E’ come vedere il mio cuore spaccato a metà”



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Il 28 ottobre è un giorno particolare per tutti i tifosi laziali. L’anniversario della morte di Vincenzo Paparelli riapre una ferita dolorisissima, la pagina più nera per la storia del tifo biancoceleste. Ma ogni anno le manifestazioni di solidarietà e affetto, i ricordi e l’amore del popolo laziale rendono meno amara questa giornata per la famiglia Paparelli. Il figlio di Vincenzo, Gabriele, è intervenuto sugli 88.100 di Elle Radio nella trasmissione “I Laziali Sono Qua“, per parlare con i conduttori Danilo Galdino e Vincenzo Oliva di questo triste giorno ma anche per aprirsi a ricordi lieti riguardanti il papà Vincenzo e lo sconfinato amore per la sua Lazio.

L’affetto della gente che si rinnova anno dopo anno.” Spiega Gabriele Paparelli: “Anche questa mattina ho dovuto ringraziare per la valanga di messaggi e di ricordi che ho trovato e che mi hanno recapitato tramite telefono, internet, con ogni mezzo. Io ricordo sempre lo spirito di papà: la domenica andavamo a Valmontone dai miei nonni, ma lui preferiva sempre essere presente allo stadio, diceva che non poteva farne a meno ed era effettivamente così.

Gabriele Paparelli parla di ricordi di un tempo in cui la partita veniva vissuta diversamente, con un chiaro riferimento a quanto sta accadendo in questi giorni nelle curve romane: “Mi ricordo benissimo di un Lazio-Juventus di quando avevo sette anni in cui andammo a vedere la partita: la spensieratezza di ritrovarsi e partire tutti quanti insieme, per noi ragazzi era un mondo nuovo che si poteva scoprire. Per questo vedere quella curva spaccata a metà è come vedere il mio cuore spezzato. Questo derby che si approssima lo vivrò con tristezza immane, pensare allo stadio spoglio dei tifosi è un qualcosa di cui non mi capacito e non capisco perché ci stanno portando a questo: il tifoso è cambiato, certe tragedie oggi non sarebbero più possibili, sono anni che i gravi scontri allo stadio sono solo un brutto ricordo.”

Sul cammino della squadra di Stefano Pioli: “Alla Lazio in questo inizio di stagione è mancata sicuramente un pizzico di fortuna, ma è questo il gusto di essere laziali: arrivare a grandi livelli attraverso mille difficoltà. Speriamo che una squadra così forte e bella da vedere possa avere i giusti innesti a gennaio per volare ancora più in alto.

Sono tanti i giovani che si stanno mettendo in luce con la maglia biancoceleste. Gabriele Paparelli racconta: “Quando vedo giocare Cataldi vedo un fratello in campo, uno che può dare il cento per cento in campo perché è uno di noi. Questa deve essere la sua forza per diventare un grande campione. Parlando di un altro tra i miei giocatori preferiti impazzisco per “Filippo“, come lo chiama Vincenzo D’Amico, Felipe Anderson. Quando si accende è un marziano, un giocatore fuori dal comune.

Due parole anche sull’impegno che vedrà la Lazio scendere in campo stasera in casa dell’Atalanta: “Per la partita di stasera non mi piace fare pronostici ma sono sempre positivo, la Lazio deve esprimersi in trasferta nello stesso modo in cui riesce a giocare in casa ed arriveranno i giusti risultati.

Un’ultima domanda dedicata ad un ricordo di pura felicità: “Il mio giorno più bello da laziale? Il giorno dello scudetto del 2000, ma ce ne sono stati tanti che mi hanno emozionato, come quando venne apposta la targa sotto la Curva Nord per il venticinquesimo anniversario della morte di mio padre.

Fabio Belli

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