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FINALMENTE IN TRASFERTA, ORA GIOCHIAMO ALLA PARI!



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I laziali tornano in trasferta. Questa è la notizia tanto attesa nel mondo biancoceleste. Tanti i fratelli che saranno di nuovo uniti sullo stesso scompartimento di un treno preso all’ultimo minuto, su un transit affittato con la carta di credito di un amico che non si conosce, volando per i cieli di Europa sopra un boing 747, oppure su un traghetto battente bandiera liberiana. Non importa dove e quando giocherà, i laziali sono qua. Ora tutto tornerà come prima, almeno questa è la speranza.

La notizia diramata da Galdino sa di storia, perchè adesso noi laziali abbiamo una voce amica che può capire le necessità di una tifoseria troppo spesso evitata dalle altre radio e dagli altri quotidiani online. Furbi nel fargli la corte, abili nel fargli le scarpe.

Insomma tornando a noi, chi porterà i panini sul treno? Chi presterà quei 5 euro al compagno di viaggio? Chi sarà il ragazzo preso di mira dagli altri tifosi festanti? Questo è tanto altro ancora sono scene classiche di un viaggio infinito al seguito della propria squadra del cuore. Diciamo una gita senza professore, dove la parolaccia è consentita, senza mai dimenticare però di portare rispetto ed essere educati con gli altri passeggeri o cittadini. Così come ci hanno insegnato i tifosi più anziani di noi.

Il ritorno in trasferta del tifo organizzato è una bellissima notizia per la nostra squadra, che già dalla trasferta di Verona contro L’Hellas in programma il il 27 ottobre, potrà contare sul suporto dei suoi inimitabili supporters.

Questa decisione rappresenta a mio parere, una pronta risposta per ribattere colpo su colpo a un appiattimento culturale figlio di una globalizzazione che vede il cittadino e nella fattispecie il tifoso di calcio, sempre più omologato a cliente effeminato, spettatore di Talent show e reality, e imbevuto dalle promesse mediatiche di governi distanti anni luce dalle problematiche quotidiane dei cittadini

In tutta questa triste storia della Tessera del Tifoso, solo noi laziali non andavamo in trasferta. Solo noi, capite? La nostra mentalità è da tempo immemore, figlia di una cultura ben radicata in città e nel corso degli anni abbiamo più volte dimostrato di essere fatti di un’altra pasta. Ora però è il momento di lasciarlo sul tavolino quel piatto di pasta calda, perchè da stamattina è il momento di tornare a mettere nello zaino i panini con la frittata, la sciarpa al collo per quando farà molto freddo e qualche soldo in tasca, conservato gelosemente solo per andare a vedere una squadra di calcio chiamata, Società Sportiva Lazio.

I tempi cambiano, la passione è sempre la stessa. Bentornati ai laziali.

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